Un cucchiaio di plastica arancione, trovato per strada. Probabilmente schiacciato da un pneumatico. Crash art!
Un cucchiaio di plastica arancione, trovato per strada. Probabilmente schiacciato da un pneumatico. Crash art!
Niente fotografie, niente icone.
Quest’anno mi è sembrato inappropriato (o forse non ci sono riuscito?)
Auguri a tutti voi, cari internauti che visitate questo blog. Auguri di vita nuova.
Un ragnetto è venuto ad abitare proprio di fronte alla porta balcone del mio studio. E’ arrivato una settimana fa ed è riuscito a scampare anche alle pulizie pasquali. Ho pensato fosse venuto il momento di immortalarlo.
Con una certa fretta, lungo il percorso che porta dall’Università alla stazione. Una bicicletta semisommersa nel canale che costeggia i giardini dell’Arena.
Un paio di scatti per identificare il ciclista fantasma.
Ho due pruni. Il primo, quello bianco, è già fiorito. Fra pochi giorni sarà il turno anche di quello rosa.
Uno spettacolo atteso da un anno che durerà qualche giorno se non pioverà e non soffierà vento. Comunque bello, anche in bianco e nero.
Perigeo: tutti con il naso all’insù. La luna piena si trova infatti alla distanza minima con la Terra, a circa 356.577 chilometri. Uno spettacolo che non si verificava da marzo 1993.
Spegniamo l’audio per evitare di cadere nello spettacolo. Un commento su tutti: “Ma loro sono abituati”. Guardiamo lo scorrere delle immagini, in silenzio, per sentire il peso della sofferenza e condividere la disperazione. Rendiamo merito alla dignità e uniamoci alla preghiera affinché si possa evitare la minaccia nucleare.
Il titolo completo è “Momenti di trascurabile felicità” (Einaudi, €12,50) e l’autore è Francesco Piccolo, che si premura di descrivere le occasioni che lo rendono felice.
Un esempio citato in quarta di copertina: “Gli sms dopo le undici di sera che dicono: dove sei?, che significano molto più di quello che dicono”.
Peccato che come lettore abbia avuto una certa difficoltà a condividerli (alle undici il mio cellulare è già spento da un bel po’).
Risultato: ho cominciato a sbocconcellare frammenti di lettura senza trovare agganci interessanti. Chiuso e finito.
Torniamo al 2006: viaggio in Rajasthan. Meta classica del turismo ricco, facile. Una visione dell’India “non è così impressionante come dicono”. E poi le regge dei Maharaja trasformate in alberghi, che favola!
Ma nella classifica dei ricordi, la fiera del bestiame di Nagaur batte tutti. Uno spettacolo unico: una valle biblica dove la polvere satura di ocra la luce radente dell’inizio e della fine di ogni giorno. Si inizia a camminare all’alba, con intere famiglie che preparano la colazione e, con naturalezza, fanno toeletta. E si continua per tutto il giorno errando lungo un percorso disegnato dalla curiosità fra venditori di dromedari, cavalli e tori esibiti con orgoglio.. Ecco uno spettacolo equestre improvvisato. Il cavallo è tutto agghindato e il padrone lo fa camminare sulle zampe posteriori, per mostrare a tutti la bellezza e la forza del suo animale. Il pelo dei dromedari viene tagliato per disegnare ghirigori sul manto e c’è anche il piercing delle labbra e dei padiglioni auricolari. Le trattative sono serrate: l’acquirente studia l’animale, ispeziona il cavo orale, palpa l’addome. Quando si china e gli porge un pugno di fieno, è il segno che l’acquisto è concluso. L’animale adesso è suo, d’ora in poi sarà lui, il nuovo padrone, ad averne cura. Ci sono anche i venditori di peperoncino, seduti fra decine di balle di iuta. Ti chiamano per mostrarti la qualità del loro prodotto e con poche rupie puoi portartene a casa una borsa da supermercato. Le donne lavano, cucinano e accudiscono ai bambini. Tutti partecipano. C’è chi inforcati gli occhiali seleziona con cura lo sterco di dromedario, chi porta il fieno, chi gioca a rincorrersi. Gli uomini in piccoli gruppi chiacchierano o giocano a carte. Nessuno si sottrae all’obiettivo. Anzi molti chiedono di essere fotografati e ti dettano il loro indirizzo. Al tramonto si accendono i fuochi e l’aria è polvere ocra e fumo azzurro. E’ il momento di cenare e prepararsi alla notte fumando il cilum.
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Dovendo raccomandare un viaggio, la fiera di Nagaur è una destinazione unica. Si tiene ogni anno fra Gennaio e Febbraio. Sebbene Nagaur sia a metà strada fra due mete turistiche gettonate, Jodhpur e Bikaner, nel 2006 i turisti erano pochi: noi e un pullman di francesi.
Così pochi da essere noi stessi un’attrazione della fiera.
E’ meglio affrettarsi, prima che i tour operator rovinino tutto.
Ancora un altro romanzo sottratto (temporaneamente) da una libreria. Autrice: Mariapia Veladiano, edizioni Einaudi (€16,00 ma chi l’ha acquistato da Feltrinelli ha gioito di un 25% di sconto).
Ha vinto il Premio Calvino 2010. Potrebbe essere sufficiente. Ma lasciatemi dire che è proprio bello, coinvolgente. Le pagine scorrono serenamente come le acque del fiume Retrone e offrono riparo come il bengolaro.
“Io sono brutta. Proprio brutta. Non sono storpia, per cui non faccio nemmeno pietà”. Ma le vicissitudini, soprattutto drammatiche, lavano via l’apparenza e danno aria allo spirito.
Come avrete capito proprio un bel libro.
Lo restituisco con gratitudine.