giovedì 7 agosto 2008

martedì 5 agosto 2008

La luce del mattino

Già il primo di agosto ho pubblicato due foto di oggetti illuminati dalla luce dell'alba, riflessa da un vetro in un angolo buio. E' una luce calda e radente, che dura qualche minuto, proiettando ombre nette sul muro.

lunedì 4 agosto 2008

La piadina

Sebbene sia un simbolo culinario romagnolo, non c'è una ricetta canonica della piadina e le varianti, locali e familiari, sono infinite. La ricetta è di fatto individuale. Direi che si riconosce la mano di chi la fa. Ricordo che nei grandi pranzi familiari ero in grado di distinguere la piadina di mia nonna da quella di mia zia o di mia mamma. Questione di spessore e dimensioni, di consistenza e friabilità, di cottura che definiscono sapori individuali. La bontà non è solo determinata da fattori organolettici ma è legata a vincoli affettivi per cui la cuoca più brava è quella a cui siamo più uniti sentimentalmente. Quindi la tradizione della piadina è una tradizione familiare, che si sta dissolvendo perché si è ormai interrotta la catena quotidiana della madre che insegna alle figlie, perché oggi (verrebbe da aggiungere "purtroppo") entrambe preferiscono andare al supermercato...
Mia mamma fa ancora la piadina. Per me, la più buona in assoluto.




Per quanto riguarda le dosi, mia mamma va a occhio...

mercoledì 30 luglio 2008

Rimini: non solo spiaggia



Il mercato al coperto in piazza Gramsci è da vedere. Con quattro euro si può comprare un chilo di vongole locali e regalarsi un'abbondante spaghettata al sapore di mare. Volendo esagerare, con altri 2 euro si portano a casa quattro o cinque pesche gialle di Romagna da mangiare a pezzi, previa immersione in un bicchiere di Sangiovese. Degna conclusione di un pranzo reale.



lunedì 28 luglio 2008

La banda

Una serata fuori dell'ordinario con la banda nella piazza della parrocchia. Quaranta elementi diretti con sapienza da mio cugino e la gente che chiede di ascoltare le melodie che rinnovano i bei tempi.



Questa si che è musica!” esclama una signora lasciando la piazza, “mica quello di ieri sera”. Si riferiva a tale Luigi Einaudi, il pianista.
Saluti, chiacchiere, pettegolezzi. E poi buonanotte ai suonatori.

giovedì 24 luglio 2008

La luce del mattino

cambia le prospettive, facendo risaltare nuove immagini. Da cogliere subito, perché il sole sale veloce.



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sabato 19 luglio 2008

Quattro passi in centro

Sabato mattina, non può mancare un giro in centro città, piacevolmente semivuoto.


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domenica 13 luglio 2008

Sto lavorando all'album di Varanasi


Ho ripreso a "lavorare" alle foto di Varanasi, anche se dubito di riuscire a far stampare l'album prima delle ferie estive.
Per il momento pubblico due immagini che mi erano quasi sfuggite ad una prima selezione. Si riferiscono entrambe al momento della preghiera mattutina prima dell'alba, quando i pellegrini affidano alle acque sacre della madre Ganga i lumini con le loro preghiere.

domenica 6 luglio 2008

Ritorno al Parco di Monza

Capita (non raramente) di scendere dal letto con il piede sinistro.
La giornata fatica ad ingranare? Fai un bel giro in bicicletta!
Gli esperti testimoniano che "l’esercizio fisico ha un effetto positivo non soltanto sul fisico (aiuta a combattere stati di ipertensione, diabete, obesità e altre patologie) ma anche sulla mente. In particolare si è visto che un’attività fisica regolare può alleviare i sintomi dell’ansia e della depressione e prevenirne le ricadute".



Inoltre, aggiungo io, lasciare il telefonino, l'e-mail e altre diavolerie elettroniche per dedicare tempo ad osservare la natura, apprezzandone le forme mutevoli secondo la luce e la prospettiva, aiuta.

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sabato 5 luglio 2008

Stracci leggeri


Lorenzo Calamai, fiorentino, un ragazzo da un metro e novantotto, "profondamente inquieto ed irrequieto", come lui stesso si tratteggia. Un simpatico casinista, insomma.
"Stracci leggeri" è la sua prima opera (Edizioni della Meridiana, € 10,00). Non è un libro così come Lorenzo non è uno scrittore. E' un racconto sincero, trasparente e coinvolgente, scritto da chi a 30 anni ha vissuto l'esperienza di Calcutta, non come spettatore ma come attore, imparando subito la differenza fra il "lavorare" per i poveri, gli ammalati, i derelitti e "vivere" con loro.
Fino a oltrepassare i confini dell'assistenza e condividere la malattia.
L'ho letto di corsa, con la fretta di riaccendere emozioni intense accompagnando Lorenzo nel suo apostolato quotidiano con i malati di Prem Dan e ammirando la sua generosità che l'ha spinto a raggiungere le popolazioni del Gujarat, devastate dal terremoto del 26 gennaio 2001. Così fino alla nostalgia.

Raccomandato a chi vuole cercare di comprendere perché Calcutta è una esperienza che non si può dimenticare.