lunedì 6 febbraio 2012

Room 110

Location: Baptist Missionary Society, Kolkata (India)
Durata: 1’ 04”
Audio: ambientale

L’uscita dei volontari

Uscita volontari 1Mother House: la saracinesca si apre verso le 7.30, quando terminata la colazione a base di chai, banana, pane o gallette i volontari si riversano su A.J.C. Bose Road per dirigersi verso le diverse destinazioni, come Shishu Bhavan (3 minuti), Prem Dam (40 minuti), le stazioni ferroviarie dove assistono i vagabondi e altre ancora che non conosco





C’è tempo per fare due chiacchiere e pianificare dove trascorrere la serata.
Uscita volontari 2

domenica 5 febbraio 2012

Il dispensario è chiuso di Domenica

E allora tutti nella sede distaccata di Kalighat a Prem Dam.

Screenshot_2Prem Dam dista circa 2,4 km da A.J.C. Bose Road, dove si trova Mother House. Passando in un dedalo di vie non turistiche, occorrono 35-40 minuti andando di buon passo, senza sbagliare vicolo. Si può raggiungere anche in tuk-tuk, partendo dall’incrocio con Elliott Road (8 rupie) o in taxi (50 rupie, trattando).
 
 


La missione si trova fra la ferrovia e lo slum. Questa è solitamente la prima immagine. Un edificio grigio, circondato da un muro di cinta che confina con una discarica d’immondizie.



PremDam
L’ingresso è sulla destra. Appena entrati è subito pace e si tollera volentieri la burbera Sister che affianca il guardiano all’ingresso. Occorre sempre mostrare il tesserino. Meglio passare dal guardiano, che sembra non faccia molto caso a quanto c’è scritto.

PremDam2

Mattinata a Kalighat, sempre bello, perché il contatto continuo facilita lo stabilirsi di quella forza empatica per cui troni perché non riesci a fare meno di questi fratelli che, per quanto sconosciuti, ti accolgono festosamente. Non importa il nome: ci si riconosce negli occhi e le lingue si mescolano fra loro stabilendo una reciproca comprensione. Magari con un po’ di confusione: ma che importa?

La maratona di solidarietà

Questa mattina, sempre più vicini ai costumi occidentali, la società bene di Calcutta organizzava una maratona di solidarietà.

Marathon

Per completare il quadro, ieri la nota scrittrice Dacia Maraini era presente alla Fiera del Libro.

venerdì 3 febbraio 2012

Come è andata al dispensario?

Immagino qualcuno sia curioso di sapere dopo il mio post di lunedì scorso. Ho aspettato a rispondere in modo da poter fare un po’ di conoscenza. Visto che, giustamente, non è concesso fare fotografie, tento di dare un’idea anche senza l’ausilio delle immagini.

Ebbene martedì ho passato la mattinata a catalogare farmaci, scartando quelli scaduti. Un lavoro necessario, che richiede pazienza e umiltà. Per questo molto gradito per sedare ogni velleità autocelebrativa. Ammetto che sulla base delle esperienze precedenti non ho avuto nessuna obiezione da reprimere: e questo mi è sembrata una buona cosa.

Mercoledì sono arrivati circa 150-170 pazienti: gente che vive nei dintorni e chiede di essere vista e, soprattutto, di ottenere le medicine, che non possono permettersi, necessarie per continuare la terapia. Magari c’è anche qualcuno che cerca farmaci da rivendere: ma non contano. Il capannone di Shishu Bavan è ordinatamente suddiviso in quattro aree: bambini; adulti maschi e femmine, e medicazioni. Le Sister regolano il traffico in modo da dare un certo ordine, nonostante l’inevitabile accalcarsi della gente e i soliti furbini che tentano di passare avanti.
Il dialogo è tutto un programma: il paziente spiega in bengoli i suoi problemi alla Sister, che traduce in inglese per il medico. Per essere sicuro ho preso l’abitudine di ripetere ciò che ho compreso alla Sister. Talvolta è necessario fare anche un paio di “giri” prima di arrivare alla definizione dei problemi. C’è poi a disposizione una saletta per una visita più approfondita quando necessario. Il tutto dalle 8.30 alle 12.30-13.00.

Questa mattina era invece dedicata ai diabetici e domani ci verranno accolti i pazienti neurologici. Insomma, una bella organizzazione. L’ambiente é bello e sister Andrea, che è medico, guida tutti con pazienza, serenità e fermezza. E come dimenticare le infermiere: vengono da Argentina, Spagna, Canada e Lissone, indispensabili api operaie alla ricerca della medicina giusta, pronte a segnalare i casi che richiedono attenzione speciale.

Tutto perfetto? Mi sento di dire che la perfezione non è davvero di questo mondo e che fare al meglio qualcosa per rispondere a necessità che la società vuole ignorare (“niente soldi? niente medicine”) è una goccia d’acqua nell’oceano, per chiudere citando Madre Teresa.

Una esperienza coinvolgente da vivere secondo la raccomandazione: “tutto quel che fai fallo mettendoci il cuore, fallo per il Signore e non per gli uomini”. L’importante è servire ognuno e dedicare attenzione a tutti, soprattutto quando la stanchezza e la confusione malignamente suggeriscono di sveltire. A tener conto della produttività ci pensa già l’infaticabile sister Margaret, addetta al coordinamento e ai tempi-e-metodi.

giovedì 2 febbraio 2012

Il balzo in avanti

CablaggioGrandi lavori in tutto il centro di Calcutta per la posa dei cavi a fibre ottiche, esempio della velocità con cui cresce questo paese. Telefoni cellulari e trasmissioni dati ad alta velocità.
Chi non segue è perduto.

Kumartuli: il quartiere dei fabbricanti di statue

Un telaio di legno, paglia e creta: quello che serve a costruire una statua. Gli specialisti del settore si trovano a Kumartuli, nella parte nord di Calcutta, facile da raggiungere con la metropolitana, fermata Sovabazar.
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Pochi turisti, residenti curiosi e ospitali. Ecco un paio di scatti.
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La dea Kalì
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Ritocco finale
Post scriptum: il giovedì il volontario riposa!

lunedì 30 gennaio 2012

Destinazione: Dispensario di Shishu Bhavan

Ho trascorso i primi due giorni a Kalighat che adesso si è temporaneamente (son passati quasi due anni) trasferito a Prem Dan.
Si è ripetuto quanto successo nei viaggi di Novembre 2008 e Gennaio 2010. Anche se il posto è diverso si ha la sensazione di non essere mai andati via, come se esistesse un filo conduttore che conserva memoria e prontamente la restituisce. Cambiano forse i volti, ma i sentimenti sono immutati.
Tutto come sempre. Invece nel pomeriggio, al momento della registrazione la Sister mi ha chiesto se volessi recarmi al dispensario di Shishu Bavan, la casa per i bambini abbandonati. Un momento di perplessità. Una frazione di secondo perché in qualche modo ero preparato e la decisione di non voltarsi indietro era già presa da tempo: si va dove c’è bisogno. Senza troppa paura.
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La S. Messa delle 6.00

Sveglia alle 5.15. Anche se da BMS sono pochi passi è meglio arrivare presto. Meglio presentarsi al portone di Mother House 5 minuti prima, per non trovare il portone chiuso. la cappella è situato al primo piano e salendo le scale ti accoglie il Crocefisso: “I thirst”, ho sete. Madre Teresa ha spiegato che è una dichiarazione di amore per ciascuno di noi. Talora andare a messa alla domenica e nelle feste comandate è una sorta di compito a cui assolvere. Qui ho imparato che è un momento indispensabile per dare un senso alla giornata. L’immagine dei tanti volontari è un messaggio di conforto e di forza che rivela quanto spesso sia superficiale (e comodo) lasciarsi andare alla commiserazione di se stessi e delle cose che vanno sempre peggio. La presenza di tanti giovani è un simbolo tangibile di speranza per i giorni che verranno. Non bisogna temere.
E’ vietato fotografare e quindi … niente immagini. Giusto un breve filmato sull’ultimo tratto prima di arrivare allo spiraglio di luce di Mother House.

domenica 29 gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012

Arrivato a Calcutta.

Non me ne vogliate se posto con un giorno di ritardo. Certamente capirete un momento di adattamento tanto per prendere il ritmo.
Ho cercato di riassumere il lungo viaggio in questo filmatino, tanto per rendere l’idea. Seconda scusa: un video alla buona, senza musiche di sottofondo o finezze "artistiche".

sabato 14 gennaio 2012

Non poteva mancare

Negli ultimi giorni c’è stato un susseguirsi di aurore spettacolari. Così questa mattina ho preso coraggio e sono andato al parco. Non potevo mancare questo ultimo fine settimana per immergermi nello spettacolo del nuovo giorno.
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Ne è valsa la pena (e poi non faceva così freddo!)

domenica 8 gennaio 2012

Per chi non se ne fosse accorto ...

Si, mi sto preparando a partire per Cacutta. Questione di pochi giorni oramai. Ho aperto una pagina (qui a fianco) intitolata: "Calcutta, andata e ritorno", dove sto annotando i preparativi per la partenza. Chissà che qualcuno non decida di intraprendere la strada verso oriente?
Viene aggiornata abbastanza frequentemente: ogni tanto dateci un click!