mercoledì 26 agosto 2009
lunedì 24 agosto 2009
E ancora libri
Decisamente più intrigante il “Vento scomposto” di Simonetta Agnello Hornby (I Narratori – Feltrinelli; €19,00). Di questa autrice ho già letto in passato “La Mennulara”. Non chiedetemi di cosa trattasse perché a parte il titolo non ricordo nulla della trama. Ho solo una sensazione di una lettura piacevole. Comunque non ho comprato io il libro (e non mi sarebbe mai venuta la tentazione di farlo, temo): me l’hanno regalato. Ed è stata un bella lettura, inquietante con tanto di brividino nella calura campagnola. La vicenda ruota nell’ambiente degli abusi sui bambini e sui servizi sociali. Siamo in Gran Bretagna ma non è così importante, non toglie l’inquietudine di una storia che rivela con quanta superficialità i servizi sociali agiscano e tentino di distruggere un ambiente familiare sulla base di sospetti e preconcetti con l’aiuto di esperti che di professionale hanno solo il titolo e la parcella. L’autrice è un avvocato che si occupa del problema e questo aumenta il livello d’inquietudine. Scrittura semplice, comprensibile con capitoli brevi. Consigliabile.
Ed eccoci a Gianrico Carofiglio con un volume dell’anno scorso “Né qui nè altrove. Una notte a Bari” (Edizioni Laterza, prezzo cancellato perché è un regalo ma non dovrebbe costare più di €12). E’ un autore che mi piace perché scrive in modo ironico e ogni tanto, zac, mette lì una frase intelligente che ti fa esclamare un pubblicitario “Ah, però!” (proprio uguale a quello del buon vino in scatola). Tre amici, baresi doc, che si ritrovano dopo tanto tempo e trascorrono la nottata insieme scorrazzando fra i ricordi di una Bari comunque bellissima. A dire il vero ho un ricordo di Bari come di una città dove è meglio non andare troppo in giro da soli (e pure in compagnia). Invece per Carofiglio e compagni è bellissima, forse perché la propria gioventù è sempre (stata) bella o dovrebbe esserlo. Il tema non è originale ma le atmosfere anni 70-80 sono sempre attrattive e coinvolgenti per chi allora era nel pieno degli anni… E la scrittura leggera di Carofiglio rende piacevole il tutto.
Altri libri
“Il bambino che sognava la fine del mondo”. L’ho aperto in stato di carenza di libri. Sfogliato di malavoglia perché la questione del premio Strega 2009 sbandierata in copertina mi dava fastidio. E poi, Scurati, questo partenopeo quarantino mi sta visceralmente antipatico. Gli piace scriversi addosso per dimostrare a se stesso che è bravo a giocare con le parole. Sembra godere della tua sorpresa: “Non immaginavi fossi tanto bravo a mettere in fila sostantivi, aggettivi e verbi, vero?”. Antipatico ma bravo, bisogna ammetterlo nonostante il premio. Argomento: ancora gli abusi sui bambini e la psicosi collettiva attribuita alla vicenda della scuola “Gianni Rodari” di Bergamo, con note personal-sentimental-introspettiv-sociologiche. Insomma un componimento misto di cronaca e d’invenzione, per usare la definizione a pagina 4. Alla fine, non ho ben capito se fra un Matrix e l’altro il Massimo è riuscito a venirne fuori dai suoi casini ma francamente me ne sono infischiato (ecco ancora l’antipatia che prende il sopravvento). L’edizione lusso (Bompiani) è quotata a €18,00. Troppi. Meglio farselo prestare o aspettare l’economica.
Josh Bazell, Vedi di non morire. (Einaudi, €18,50). Scritto come un giallo Mondadori (quelli con la copertina gialla e, racchiuso in un cerchio, un disegno che anticipava la trama e qualche volta l’assassino), con frasi spezzate e sprezzanti nei confronti delle regole grammaticali (soggetto, predicato, complemento oggetto, ecc.). L’autore è un medico e la narrazione corre su due piani: la corsia e la anamnesi gansterina del protagonista che dopo aver raggiunto una notorietà come killer decide di rifarsi una vita come medico (notata la differenza?) ma ahimè gli amici del passato tornano a farsi vivi. Finale rosa amaro come si conviene ad un duro. “Fantastica commedia nera di risate e sangue” recita la fascetta. Mi domando quale sia stata la motivazione d’acquisto. Se avete pazienza sembra che Leonardo Di Caprio voglia impersonare il medico-gangster inventato da Bazell. Fra un quattro o cinque estati potrete forse vedere il film in televisione e rendervi conto di persona che non era necessario spendere danari per leggere il romanzo madre (o padre?).
Rimanendo in tema medicina e letteratura, una delle ultime fatiche del medico scrittore Andrea Vitali: “Olive comprese” per i tipi di Garzanti (prezzo ignoto perché era un regalo). Quattrocentoquarantacinque pagine per raccontare una storia semplice, banale forse, legata a quattro imbecilli di Bellano durante il periodo fascista. Tema centrale l’Uselànda, una signora dal mestiere onomatopeitco. Capitoli brevi, agili, che si possono leggere anche ad occhi socchiusi. a comporre un patchwork con grande mestiere. Un Camilleri del nord, insomma. Bravo dottore!
Libri
Una estate di letture. Dopo tanto tempo senza avere la voglia (forza?) o il desiderio di aprire un libro con l’intenzione di leggerlo, ecco che l’inizio delle vacanze ha coinciso con un monsonico furor letterario.
Andrea Camilleri. Ho ripreso a offrire il mio contributo per le sicarette di questo iperprolifico autore siculo (vista la rapidità con cui sforna libri mi è venuto macari il dubbio che abbia messo su, lì a Montelusa, una catena di montaggio in para dialetto siculo): “L’età del dubbio” e “La danza del gabbiano” con le ultime avventure del commissario Salvo (Luca) Montalbano in Zingaretti. Divorati in meno tre orate l’uno. Niente di eccezionale. Trame narrative collaudate che fa piacere ritrovare immutate; così si può mettere al minimo il neurone e se si salticchia qualche pagina ci si ritrova subito con il filo della narrazione. Un po’ come andare all’Hilton e trovare la stessa precisa tipologia di stanza indipendentemente dalla parte del mondo in cui ci si venga a trovare. Con L’età del dubbio si ha la speranza che finalmente il buon Salvo riesco a liberarsi dell’ormai acidula Livia, sostituendola con Laura Belladonna (un nume un programma), tenente di marina. Invece l’animo bigotto dell’autore salva la situazione e lo stato delle cose facendo morire la bella Laura e lasciando il bel Salvo solo sul bagnasciuga. Più intrigante il terzo romanzo della Camilleri Autori e pronipoti SpA: “Il sonaglio”. Protagonisti Giurlà e la crapa Beba con tanto di Lucrezio a tessere il filo narrativo. Non dico altro per non rovinare la sorpresa a chi volesse contribuire ai prossimi acquisti di sicarette (€ 12,00; ovviamente Sellerio editore Palermo).
domenica 2 agosto 2009
Prime immagini d'agosto
sabato 18 luglio 2009
La crisi è finita?
Questa fotografia è stata scattata prima che scoppiasse la bolla, prima che il nome di Lehman Brothers oscurasse quello di Parmalat nelle classifiche negative diventando il nuovo sinonimo di fallimento, prima che scoprissimo l'italianità dello schema Ponzi e il suo sacerdote, Bernard Madoff, uscisse dai circoli bene per essere bollato come il nuovo Barbablù del XXI secolo.Questa fotografia ha scoperto il buco.
domenica 5 luglio 2009
Notizie da Calcutta
martedì 30 giugno 2009
sabato 27 giugno 2009
Noi, fotografi della domenica

giovedì 25 giugno 2009
Tutto il mondo è paese!
In conclusione, scuse pubbliche, fine della carriera politica (e come potrebbe diventare Presidente uno che si è fatto "uccellare" in questo modo?) e via con gli alimenti.
Beh, oggi sfogliando il Corriere non ho provato la consueta sensazione di disgusto; anzi mi sono destreggiato fra patrizie, veline e procacciatori accompagnato da un certo senso di orgoglio, conscio che l'Italia tiene il passo della più grande potenza mondiale.
domenica 21 giugno 2009
Plastic Insights


sabato 20 giugno 2009
Senza titolo
domenica 14 giugno 2009
Fly eyes
sabato 13 giugno 2009
Gioco di luce
domenica 7 giugno 2009
Il campanello del rickshaw
A dire il vero, non sono mai salito sul calessino del rickshaw. Anche se capisco che è un lavoro, non sono (ancora) riuscito a superare quella specie di pudore, probabilmente intriso di falso perbenismo, e farmi scarrozzare da un uomo cavallo.

Come spesso capita, quando compri qualcosa diventi subito un cliente "fedele". E così dopo questo unico acquisto il rickshaw ogni volta che mi incontrava non mancava di corrermi appresso e propormi nuovi campanelli.







