Così senza commento, gironzolando nella memoria.
Cliccate l’immagine per accedere alla galleria di 12 immagini.
Così senza commento, gironzolando nella memoria.
Cliccate l’immagine per accedere alla galleria di 12 immagini.
Tre panorami tre dei resti di Scythopolis, l’antica Beit She’an: entrando nella città, il centro con il teatro e la vista dall’alto
Ricordi confusi, per via della grande calura e del desiderio incalzante di tornare nel bus dove l’autista per un solo euro vende mezzolitro di acqua quasi fresca. Ecco il tipico caso in cui ci si rende conto della bellezza di un posto solo quando lo si rivede in fotografia.
Una visita veloce, giusto per dare un’occhiata. L’antica Gerico, in alto a guardia del passo, si confonde con l’ocra della roccia. Potete zoomare cliccando l’immagine. Non c’è tempo per arrampicarsi sul sicomoro.
Si riparte publicani, come prima di arrivare.
Dopo tanti panorami, eccoci a Gerusalemme. L'immagine è stata ripresa all'alba dell'ultimo giorno, per intenderci quello della partenza, delle foto di gruppo.
L'ho già scritto, il "ricordo" d'Israele porta a Cafarnao. Gerusalemme è comunque "da vedere" anche se è una città diffidente o comunque non amichevole. Come turista hai la senzasione di essere considerato "utile"; altrimenti l'atteggiamento dei locali sarebbe meno falsamente sorridente e più francamente ostile. Sensazioni personali, of course.
Come di consueto, cliccate l'immagine e fate un bel giro per la città. Proprio di fronte a voi la spianata del tempio e la cupola della roccia.
Immagini miste, senza confini precisi. Scartiamo subito i ricordi di gruppi ululanti, di gestualità ossessive, di fanatismo latente, di acquisto di crediti a suon di monetine. Concentriamoci sui volti sereni e lasciamoci cogliere dalla meraviglia delle loro espressioni.
Cliccate sopra l’immagine per accedere a una galleria di 17 fotografie.
Eccoci alle sorgenti del Giordano, proprio sul confine delimitato da una rete con l’immancabile filo spinato: dall’altra parte il Libano.
Ormai sono partito e … chi mi ferma più?
Qumran si trova sulla riva occidentale del Mar Morto ed è famosa per via della scoperta di manoscritti antichi ebraici, che risalgono ai primi decenni del primo secolo d.C.
Si racconta che un pastore inseguendo in una grotta una pecora rinvenisse delle anfore antiche dove erano custoditi i rotoli, copie della bibbia ebraica e di regole di vita.
A centro del panorama potete osservare un grotta e al suo interno … (cliccate sull'immagine e andate a curiosare)
Se siete invece curiosi di dare un’occhiata ai rotoli sappiate che: a) sono solo quattro i restauratori autorizzati a maneggiare i circa 30.000 frammenti che costituiscono 900 manoscritti; b) fino ad oggi hanno avuto questa possibilità solo gli studiosi.
Comunque fra qualche mese li vedremo anche noi on-line grazie ad un accordo fra la grande G (Google) e le autorità archeologiche israeliane. Nell’attesa potete collegarvi a questo link.
Il ricordo di questo viaggio. Quando ripenso alla settimana trascorsa in Israele questa è l’immagine che avvia il fulmineo srotolarsi dei “momenti salienti”.
A destra la costruzione che “protegge” la casa di Pietro. A sinistra i negozi e la sinagoga. Al centro la piazzetta dove, volendo, era possibile incontrare quell’uomo venuto da Nazareth.Si faceva capire da tutti e in particolare dava ascolto a coloro che erano fuori dalle regole della gente perbene. Diceva che le regole non sono poi così importanti ma ciò che conta è la sincerità del proprio sentimento in ogni opera, per quanto minima e apparentemente insignificante.
Proprio qui, in questa piazzetta. Una pietra come trono.
Un momento di semplicità, di quella profonda, difficile da cogliere, che ti sorprende trovare così vicina, così a portata di mano. Preludio di una pace piena e e di gioia senza fine.
Nota tecnica: i toni di questa immagini, (provate ad ingrandirla cliccandoci sopra) non sono frutto di un filtro; si tratta di una immagine HDR, che sta per High Dynamic Range. Tecnicamente è una immagine dove il colore di ogni singolo pixel è descritto da 32 bit invece degli usuali 8. Questo significa che l’informazione colore di una immagine HDR è quattro volte maggiore di un’usuale immagine digitale. In tal modo è possibile ottenere una estensione dei toni tale da riuscire a distinguere i dettagli nell’ombra (osservate il cipresso e i massi in primo piano) così come nelle aree più illuminate (le due palme e la linea dell’orizzonte).
Altra figuraccia. “Era il secondo giorno. Uno dei luoghi più importanti nella storia del Mondo. Non ricordi che abbiamo visto anche il film di Superquark su come il faraone Tutmosis III ha conquistato la città e abbia raccontato le sue gesta nel tempio di Karnak, che abbiamo visto in Egitto?”
”Meghiddo è una fortezza che domina tutta la valle di Esdrelon ed era il punto di difesa della via maris. E’ stata distrutta e ricostruita una ventina di volte.”
Gran finale: “Certo non ascolti mai niente!”
Ecco Megiddo.
Forse non tutti sanno che … le palme da dattero sono nate dai nòccioli gettati dai manovali che hanno scavato per portare alla luce i ruderi.
Questo è il (consueto) panorama di una città come tante altre. Seguendo il profilo dell’orizzonte da sinistra verso destra si incontra la Basilica dell’Annunciazione (la cupola dorata, poco più a destra è una moschea: tornate indietro). Dov’è la foto della Chiesa? A questa domanda rispondo: andate a vederla su internet.
E’ stato il primo impatto con i gruppi turistici classificati come “devozionali”: guarda qui, vedi su, ecco lassù, fai la foto-click… E poi via alla funzione. La ritualità che intimorisce e vanifica il raccoglimento e la riflessione. Mi è tornata alla mente l’immagine di mia nonna che ogni venerdì di Pasqua recitava 20 rosari:1.000 avemarie, tutte in ginocchio. Le complesse maestosità architettoniche dominano ed è difficile essere semplici, trovare la necessaria concentrazione per riconoscere la giovane Maria del villaggio di Nazareth. E’ più facile incontrarla oggi ripercorrendo con il ricordo la strada che sale alla fontana. Una giovane orientale che attraversa la strada con passo affrettato mentre i bambini ti puntano contro un mitra di plastica rossa e con un sorriso inquietante sparano.
Si torna in Israele.
Ricordi frammentati.
Un rinnovato senso di stanchezza (era il giorno della partenza e ci si era svegliati a notte inoltrata per essere puntali all’appuntamento delle 5.00), il caldo umido e la salsedine che avvolge la maglietta sudata.
Il desiderio di una doccia e una domanda in attesa di risposta: quando arriveremo in albergo a Nazareth? Pensieri inconfessabili anche ai parenti, perché si era capito da subito che sarebbe stato un viaggio per gente dura, capace di sopportare ogni fatica e avversità (un po’ come quelli sulla destra che camminano imperterriti petti-in-fuori-pance-in-dentro).
Il porto e il teatro: due frammenti fotografici (anche la Leica era un po’ stanca …)
Cliccate sulle immagine per “entrare” nei panorami.
Se volete informazioni su Cesarea andate su Wikipedia. Mi è venuta addosso una gran stanchezza …

Gerusalemme è sulla vostra sinistra. Cliccate qui o sull'immagine e provate a individuare la strada sterrata e scendete lentamente verso Gerico. Osservate anche l'acquedotto fatto costruire da Erode: se guardate bene sulla destra potrete vedere l'acqua che scorre.

